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Acido Folico in gravidanaza

 

Nel 1996 l'U.S. Preventive Services Task Force (USPSTF) raccomandava l'uso di acido folico in gravidanza: 0.4-0.8 mg/die per le donne che programmavano una gravidanza, iniziando un mese almeno prima del concepimento presunto e continuando per tutto il primo trimestre: raccomandazione di grado A; venivano invece consigliati 0.4 mg/die alle donne in età fertile, ma con raccomandazione di grado B.

Nell'aggiornamento delle sue linee-guida effettuato nel 2009, l'USPSTF ha valutato nuovi studi osservazionali che hanno dimostrato la proprietà anti-malformativa dell'acido folico, smentendo anche talune segnalazioni di maggior induzione di gravidanze gemellari.

Non si è invece vista alcuna evidenza sul possibile danno da deficit di vitamina B12, anche se l'USPSTF considera questa deficienza associata ad un rischio, se pur basso.

La conseguenza è che attualmente si consiglia l'integrazione con acido folico a tutte le donne in età fertile che mettano in conto un'eventuale gestazione, anche sulla base di rilevamenti effettuati sull'intera popolazione che hanno dimostrato un deficit “endemico” di acido folico tra le donne americane.

L'assunzione dovrebbe iniziare un  mese prima del possibile concepimento e proseguire per 2-3 mesi dopo l'inizio della gestazione.

La dose deve essere aumentata nelle donne che abbiano partorito figli con difetti del tubo neurale oppure in quelle che assumono farmaci anticonvulsivanti.

 

La raccomandazione dell'USPSTF è stata emessa con grado A, quindi altamente consigliata.

Da notare che il periodo di integrazione con acido folico inizia almeno un mese prima della gestazione e prosegue al massimo per il primo trimestre - contrariamente all'abitudine di molti ginecologi italiani che consigliano l'assunzione per tutta la durata della gravidanza - dal momento che il tubo neurale si chiude entro il secondo mese di gestazione.

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